Investire con Equity Crowdfunding: un’opportunità per sostenere l’economia reale

Perché investire con equity crowdfunding

Le piattaforme di equity crowdfunding come Crowdinvest consentono di scegliere di investire direttamente in imprese ad alto potenziale di crescita.

Una modalità di investimento che, fino all’emanazione del regolamento Consob, era possibile solo per business angels e venture capital, cioè solo per gli investitori professionisti.

In che cosa si investe

Investire in aziende attraverso l’equity crowdfunding significa investire in imprese che si ritiene abbiano il potenziale per crescere. Si investono soldi in cambio di quote del loro capitale, diventandone soci. Se un’impresa in cui si è investito ha successo, le quote acquistate potranno vedere il proprio valore apprezzarsi rispetto al costo d’acquisto. In tal caso, l’azienda può diventare appetibile per un’impresa più grande o può decidere di crescere ulteriormente decidendo di quotarsi in Borsa (per esempio all’AIM), dando così l’opportunità a chi investito di vendere le proprie quote ad un prezzo n volte superiore.  Oppure, in alcuni casi, il ritorno può consistere nel ricevere il pagamento di dividendi. D’altra parte, se l’iniziativa non ha successo – come peraltro succede a molte startup – si rischia di perdere tutto o almeno parte dell’investimento.

Perché investire

Acquisire quote di imprese in cui si crede, oltre, naturalmente, ai potenziali profitti che possono derivare dall’investimento, consente anche di conseguire alcuni benefici aggiuntivi:

  • Vantaggi fiscali. In Italia, è previsto che una persona fisica possa detrarre dalle imposte il 30% del valore degli investimenti effettuati in start-up e PMI innovative, mentre le imprese (persone giuridiche) possono dedurre il 30% dell’investimento dall’imponibile fiscale.
  • Contribuire all’economia reale. Si sostengono gli imprenditori quando ne hanno più bisogno, dando loro la possibilità di far crescere le loro imprese, che siano startup o PMI, e contribuendo così, in maniera diretta, a fare in modo che generino un nuovo indotto economico fatto di clienti, fornitori e posti di lavoro.
  • Sinergie con il proprio business. Diventare socio di un’impresa, ancorché con piccole quote, può essere anche un’opportunità a due vie: da un lato si può mettere a disposizione dell’imprenditore e del suo team il proprio network di conoscenze e di relazioni, dando una mano diretta a far crescere il business in cui sì è investito. Dall’altro, l’attività stessa dell’impressa potrebbe essere sinergica con la propria attività, generando così ulteriori benefici.
  • Essere “mentore” di un business di successo. Lo stimolo può consistere nel poter scegliere le imprese in un settore cui si è particolarmente interessati o di cui si è appassionati e che presentano i progetti più interessanti. Seguire i loro progressi man mano che crescono e, infine, ottenere credito e riconoscimento per essere stati uno dei primi ad individuarle, può essere una buon motivo in più per scegliere di investire.

I rischi dell’investimento

Ma investire in piccole società nella loro fase iniziale o di crescita comporta anche notevoli rischi di cui è bene essere consci.

  • Perdita del capitale. L’impresa fallisce o comunque cresce lentamente senza mai conseguire realmente successo. In questi casi, il rischio è la perdita totale o parziale del capitale investito.
  • Illiquidità. Anche se l’azienda ha successo, è assai probabile che per alcuni anni l’investimento sia illiquido. L’investimento in una impresa di successo è infatti spesso bloccato per un lungo periodo di tempo, per dar modo al business di crescere. E’ dunque improbabile riuscire a vendere le proprie quote (non esiste infatti un mercato secondario come la Borsa) e, probabilmente, nei primi anni, non potranno nemmeno essere distribuiti dividendi, anche perché è buon norma che l’impresa reinvesta i propri utili per accelerare la crescita.
  • Diluizione. Se, dopo la campagna di crowdfunding, l’impresa raccoglie ulteriore capitale con round successivi, la percentuale di capitale detenuta diminuirà rispetto a quella che si aveva originariamente. La diluizione in sé non è sempre negativa: per esempio è meglio avere l’1% di una società che vale 100 milioni piuttosto che il 10% di una che ne vale 1, ma è comunque qualcosa di cui si deve essere consapevoli.

L’importanza della diversificazione

La chiave per investire con successo in start-up – e attenuare i rischi di cui sopra – è la diversificazione. La maggior parte delle startup falliscono e molte PMI non cresceranno nel modo sperato, ma le poche che ce la fanno vengono valorizzate con multipli elevati così che le perdite vengano più che compensate. Al fine di limitare i rischi e massimizzare le possibilità di ritorno sull’investimento, è dunque importante diversificare il proprio investimento e cioè investire più imprese che abbiano probabilità di successo.

Un portafoglio efficace dovrebbe includere almeno 15-20 imprese ad alto potenziale di crescita in un arco temporale di investimento di 2-3 anni.

Uno dei vantaggi principali offerti dalle piattaforme di equity crowdfunding consiste proprio nel semplificare la creazione di un portafoglio diversificato di investimenti. Impostare l’investimento minimo a un livello molto basso rende possibile investire in molte aziende, indipendentemente dal capitale complessivo che si sia disposti ad investire. Quindi, per esempio, se si decide di destinare ad investimenti ad alto rischio €10.000 all’anno per 3 anni, è consigliabile investire, nei 3 anni, €2.000 in 15 imprese, piuttosto che €10.000 in 1 impresa.